Affrontare il cambiamento: le piante ci aiutano a far fronte allo stress.

Nel linguaggio comune la parola stress è spesso utilizzata per indicare condizioni di superlavoro. Nella pratica professionale mi capita spesso di incontrare persone alla ricerca di una soluzione naturale a problemi di tensione, leggeri stati di ansia, conseguenti alla difficoltà di gestire il carico emotivo e mentale dovuto ai troppi impegni. Certamente questa è una delle manifestazioni più importanti dello stress, ma non costituisce certamente un quadro completo del tema, anzi: una non adeguata conoscenza delle dinamiche che attivano la reazione di stress porta spesso ad un tardivo riconoscimento dei suoi sintomi, che rende necessariamente più lento il recupero dell’equilibrio.

Sindrome generale di adattamento è la definizione che H. Seyle ci dà dello stress[1], portandoci immediatamente in contatto con uno dei temi di maggiore attualità oggi: il cambiamento imprevisto e la necessità di adattarsi continuamente alle sue conseguenze. A ben guardare, siamo sistemi in cambiamento all’interno di sistemi più grandi: ognuno di noi affronta cambiamenti impercettibili costantemente, come accade per il turn over cellulare, così come cambiamenti più chiaramente definiti, come il menarca o la menopausa nella vita della donna. Affrontiamo traslochi, matrimoni, separazioni, periodi di vacanza, pensionamenti e lo possiamo fare accompagnati da emozioni sia positive che negative, ognuno ha la sua storia e la sua personale scala di valutazione. Affrontiamo i cambiamenti voluti dal sistema di cui facciamo parte, come la nostra nazione e la comunità internazionale, ci confrontiamo con la richiesta di nuove modalità lavorative, educative, sociali. Non importa se la trasformazione suscita in noi reazioni positive o negative: quello che conta è il turbamento dell’equilibrio preesistente e la naturale tendenza a riorganizzarsi alla luce della nuova situazione.

Esiste in fitoterapia un gruppo di piante che vengono definite adattogene, in grado di aumentare la nostra energia adattativa e quindi specifiche per evitare che l’attivazione continuativa dell’asse dello stress, con la caratteristica reazione neuroendocrina che coinvolge ipotalamo, ipofisi, surrene e che comporta, fra le altre cose, un innalzamento dei livelli di cortisolo, conduca a lungo andare all’instaurarsi di disordini somatici dovuti allo stress cronico. Se l’attivazione dell’asse dello stress è infatti vitale per affrontare le trasformazioni più o meno imprevedibili della vita, è nella capacità di attivare e disattivare tale meccanismo che risiede l’arte di rimanere sani e felici al mondo. E se è vero che la reazione da stress deve le sue ragioni biologiche alla necessità di far fronte a criticità di natura fisica, che trovano una risposta efficace in comportamenti come il combattimento o la fuga, è altrettanto vero che oggi i temi che attivano la reazione da stress si sono spostati su un piano più sociale, in cui scappare di casa o prendere a randellate il prossimo raramente risulta essere una strategia vincente. A questo punto arrivano in aiuto le piante adattogene.

Per essere definita adattogena una pianta officinale deve soddisfare determinati requisiti:

1. Azione innocua farmacologica, che non provochi alterazioni nelle funzioni dell’organismo

2. Ripristino della normalità rispetto a dei parametri fisiologici, indipendentemente dal tipo di squilibrio

3. Incremento delle capacità di adattamento indipendentemente dal tipo di stress (biologico, chimico, fisico), ma generalmente escluso quello di tipo infettivo (anche se spesso la pianta esercita un’azione immunostimolante)[2].

Si tratta dunque di piante officinali che si distinguono per l’importante profilo di sicurezza e per il generale effetto normalizzante; sono quindi dei regolatori metabolici naturali in grado di facilitare l’adattamento dell’organismo agli stimoli dell’ambiente circostante.

Fra le piante medicinali ritenute adattogene vediamo ora la Withania, l’Eleuterococco e la Rodiola[3]. Nelle proprietà di questi rimedi naturali è possibile trovare la risposta alla nostra esigenza di equilibrio come sistema mente-corpo.

Withania somnifera, radici, anche detta Ashwagandha o ginseng indiano: come tonico-adattogeno è un importante rimedio antistress in caso di disturbi della memoria e dell’attenzione, con una significativa azione neuroprotettiva e un effetto ansiolitico a beneficio del sistema nervoso centrale[4]. Come rimedio contro lo stress cronico è in grado di incrementare la resistenza e di aumentare l’energia, con effetti migliorativi generali sulla prevenzione delle malattie, con particolare riferimento ad atleti e anziani. Ne è riconosciuta l’attività immunostimolante, che rende la Withania indicata anche nel supporto immunitario in caso di influenza e infezioni recidivanti. La pianta possiede attività antireumatica, antinfiammatoria e analgesica e ha dato buoni risultati anche nel trattamento complementare dell’artrite, reumatismi e, in associazione con Boswellia serrata e Curcuma longa, di osteoartrite[5].

Eleuterococco, radici: è un tonico adattogeno dalla riconosciuta attività ricostituente, di supporto alle capacità mentali e fisiche nei casi di debolezza, esaurimento, stanchezza e durante la convalescenza[6]. Nella farmacopea cinese ne è riportato l’uso nel trattamento dell’insonnia e del sonno disturbato da sogni